Al Museo e Real Bosco di Capodimonte in esposizione fino al 29 settembre la mostra Emilio Isgrò. Canto Napoli a cura di Eike Schmidt.
Artista concettuale e pittore – ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista – il Maestro Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937) è uno tra i maggiori protagonisti dell’arte contemporanea internazionale. A partire dagli anni Sessanta sviluppa la pratica della Cancellatura come gesto poetico e critico, riflessione sul linguaggio, sulla memoria e sui processi della conoscenza. Questa tecnica divenuta ormai suo metodo distintivo applicato su materiali testuali di grande varietà (dai Promessi Sposi a La Bibbia dall’Odissea alla Costituzione italiana fino alla prossima ‘cancellazione’ dell’Enciclica Laudato si’ iniziata con Papa Francesco e proseguita con Leone XIV), è qui rivolta per la prima volta alla musica napoletana.
Il corpus delle partiture di alcuni tra i più celebri brani del repertorio partenopeo è sottoposto così a una rigorosa operazione di Cancellatura sulla cui superficie si posano insetti, come attratti dalla dolcezza di melodia, armonia, ritmo e versi, custoditi nelle partiture. Le complesse e deliziose figure retoriche che attraversano la canzone napoletana diventano così traccia e fondamento di un ulteriore segno che l’artista vi sovrappone con rinnovata intensità poetica. Non tutte le parole (e le celebri frasi che hanno fatto sognare, e amare, intere generazioni dall’Ottocento ad oggi) sono infatti cancellate da Isgrò: il risultato finale appare simile ad un componimento ermetico.
Le venticinque canzoni scelte spaziano da ‘O sole mio (versi di Giovanni Capurro e musica Eduardo Di Capua e Alfredo Mazzucchi, 1898) nella duplice versione chiara e scura, a Voce ‘e notte di Edoardo Nicolardi ed Ernesto De Curtis (1904) e a Reginella (scritta nel 1917 da Libero Bovio), passando per Maruzzella di Renato Carosone (1954), fino a Resta cu’mme con musica di Domenico Modugno (1957) che scriverà anche Tu si’ na cosa grande (1964) e all’ormai classica Napul’è di Pino Daniele (1977).
Accanto alle scritture musicali riarrangiate da Isgrò, trovano posto tre lavori a tutto tondo: due mandolini e una chitarra classica a dimensione reale, attraversati dagli stessi insetti che popolano le opere bidimensionali.
Gli orari:
Dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00.
Mercoledì chiuso.
Per informazioni e contatti:
www.museocapodimonte.beniculturali.it
